http://www.youtube.com/watch?v=KVC5E8DMGm0
Viaggiando su e giù per l’Italia abbiamo iniziato il 2012 con due belle esperienze a cui abbiamo partecipato e di cui facciamo parte. Due iniziative di piccole dimensioni di diversa età, latitudine e diversa vocazione, con in comune la volontà di esserci e il rifiuto di delegare ad altri i problemi del mondo, come dire il contrario del “non mi importa”, “non è colpa mia”, “non ho sporcato io”…
Partiamo dal Sud, per una volta, e che Sud!
Napoli, Rione alla Sanità. Epifania.
In un freddissimo cortile dell’ex ospedale San Camillo, che ora ospita l’associazione “La Tenda”, nel cuore del rione Sanità è iniziato il minicampo “Befana Gardening”, scopo: sistemare il giardino del chiostro e impiantare un orto sinergico nelle terrazze al primo piano del monumentale edificio. Il primo campo di lavoro organizzato dal neonato gruppo Sci di Napoli ha portato in questo luogo remoto una ventina di ragazzi provenienti da tutt’Italia.
Come piccoli costruttori di ponti i ragazzi del Servizio Civile Internazionale di Napoli, nemmeno mezza dozzina, insieme da pochi mesi, sono riusciti con emozione e motivazione a realizzare una lodevole iniziativa mettendo in relazione due realtà locali tanto diverse quanto attive nel costruire un mondo diverso tramite la partecipazione e il “prendersi cura”.
Da una parte l’associazione “La Tenda”[1], da trent’anni impegnata nell’accoglienza, partendo dal disagio della tossicodipendenza nei terribili anni ’80, si è poi sviluppata anche nella prevenzione del disagio e della devianza giovanile allestendo un centro diurno e facendo progetti con le scuole. Nel 2005 “ La Tenda” ha aggiunto alle sue attività anche l’accoglienza dei senza fissa dimora, grande emergenza dei giorni nostri.
Dall’altra parte i “Friarielli Ribelli”[2], un gruppo di cittadini e studenti, allegri come il loro nome, portano bellezza ed educazione alla partecipazione civile tramite fiori e piante. Seminati o trapiantati nelle zone trascurate della città con benevoli “attacchi” di semi, terriccio e zappe, i fiori danno il loro contributo alla felicità.
Per due giorni sotto “la Tenda” siamo stati ospitati anche noi, rifocillati dai ragazzi della comunità (ottimi cuochi!), abbiamo ripulito, sradicato e piantato i fiori, i “Friarielli Ribelli” ci hanno insegnato i principi e a preparare l’orto sinergico[3], abbiamo condiviso sacchi della spazzatura, ramazze, idee ed esperienze e “siamo sopravvissuti” al freddo e alla stanchezza grazie a momenti di idiozia collettiva prima di dormire. I ragazzi dello Sci non ci hanno fatto mancare nemmeno il lato turistico di Napoli: una serata in pizzeria (tourist free), una bellissima attraversata notturna della città, fino ai danzanti di piazza del Plebiscito, aneddoti e storie sulle catacombe della città e una visita al cimitero delle Fontanelle.
Padova, fine gennaio 2012
Tutt’altro scenario a Padova. All’assemblea del gruppo italiano di PBI (Peace Brigades International[4]), uno dei 16 nel mondo, eravamo in una decina soprattutto dal nord Italia con una pericolosa predominanza del Nordest. Dopo essere stati rifocillati magnificamente e accomodati sui divani al caldo ci siamo aggiornati sulla situazione dei paesi in cui l’organizzazione è presente (Colombia, Messico, Guatemala e Nepal). Ogni volta ci si stupisce del fatto che si parli così poco delle situazioni impressionanti in cui versano questi paesi e delle vicende delle comunità e dei singoli che vi resistono nonostante tutto. Abbiamo discusso anche del tema del giorno (o del decennio) per tutte le associazioni : come trovare fondi per i progetti. Ora che anche i Valdesi, quasi unici finanziatori, hanno dovuto stringere i cordoni della borsa, sarà più difficile sostenere i volontari nel mondo.
Il gruppo, ormai consolidato da anni di lavoro in comune, cerca di portare avanti e sostenere un’idea importante e un metodo affermato. PBI da più di trent’anni è presente in vari paesi del sud del mondo, soprattutto sud America per proteggere i difensori dei diritti umani e civili locali e diffondere la pratica nonviolenta. Il metodo in teoria è molto semplice, basta mettersi la maglietta di riconoscimento e scortare giorno e notte (o il tempo concordato) il giornalista, l’avvocato o il parroco che in quel momento è minacciato di morte. Sembra incredibile ma ha funzionato durante tutti questi anni. Laddove non è arrivata la diplomazia, laddove i cittadini sono minacciati dal loro stesso Stato, arrivano uomini e donne armati di una maglietta. Ovviamente non è così semplice come sembra, oltre alla preparazione e al lavoro del volontario, esiste, infatti, un’ intensa attività nei paesi da cui partono i volontari.
Dietro il simbolo di PBI non sta solo l’accompagnatore, ma una rete di appoggio nei paesi di origine, sviluppata a vari livelli istituzionali che viene mantenuta costantemente informata su tutto ciò che sta accadendo non solo sul posto ma nell’intero paese della missione, questo sanno bene coloro che minacciano gli attivisti ed è il motivo di deterrenza. L’attività di PBI garantisce così anche un’informazione preziosa, indipendente e molto interessante che viene dai volontari e dai “protetti” per capire il “dietro le quinte” di questi paesi, che di solito salgono agli onori della cronaca raramente e superficialmente.
Tra i molti accompagnati, la più illustre è forse Rigoberta Menchù, premio Nobel per la pace 1993. Ma anche molti altri, per loro ammissione, devono la vita a PBI.
Per far conoscere le attività di PBI si organizza ogni anno un training in Italia. Il prossimo si terrà a Trento il 19 e 20 maggio 2012, un’occasione da non perdere per chi volesse entrare in contatto con PBI perché interessato ai progetti e a diventare volontario sul campo o a dare una mano al gruppo italiano, c’è tanto da fare anche da qui!
Anche a Napoli c’è fermento, è notizia recente che anche i ragazzi dello Sci siano andati avanti nelle loro attività, hanno continuato la collaborazione con la Tenda organizzando a tempo di record un altro minicampo dal titolo CompostiamoSci bene (a voi indovinare il tema del campo). Siamo molto curiosi di sentire com’è andato.
Per contattare e conoscere le attività dello Sci: www.sci-italia.it
Per contattare e conoscere le attività della Tenda: www.centrolatenda.org
Per contattare e conoscere le attività dei Friarielli Ribelli: http://friarielliribelli.blogspot.it
Per contattare e conoscere le attività di Peace Brigades International: www.pbi-italy.org
Anna e Rainer
[3] “L’agricoltura sinergica è un metodo di coltivazione elaborato dall’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip basandosi sulle intuizioni di Masanobu Fukuoka. Si basa sui principi elaborati da Fukuoka e dimostrati dagli studi microbiologici di Alan Smith (dipartimento agricolo del New South Wales), che, mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile attraverso i propri “essudati radicali”, i residui organici che lasciano e la loro attività chimica, insieme a microrganismi, batteri, funghi e lombrichi.
Attraverso questo metodo di coltivazione viene restituito alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di autofertilità del suolo.” Da wikipedia
[4] PBI www.pbi-italy.org
Dal 28 ottobre al 16 novembre sono stati organizzati tre incontri di approfondimento sulla legislazione italiana ed europea per capire le disposizioni in materia di immigrazione rispetto alla Libia e all’Africa occidentale, con una lente su Reggio Emilia.
Il 28 ottobre si parlerà essenzialmente di diritto d’Asilo. Dopo la presentazione dello Sprar, si approfondiranno i principi di diritto internazionale e le regole dell’Unione Europea rispetto all’Asilo. Dimora d’Abramo e Caritas centreranno poi l’argomento su Reggio Emilia presentando l’esperienza dei percorsi di accoglienza, i dati, le problematicità e le risorse su Reggio Emilia.
L’11 novembre si tratteranno le aree di crisi dell’Africa Occidentale e il Corno D’Africa, con due professori dell’Università di Bologna e di quella di Macerata.
Il 16 novembre ci sarà l’ultimo incontro. Gabriele del Grande traccerà un approfondimento sulla Libia, dal conflitto alla migrazione forzata, sarà poi Gianfranco Schiavone dell’Asgi a dare un quadro della gestione emergenziale della Protezione Civile rispetto a questa crisi. A seguire si illustrerano i modelli di accoglienza e testimonianze da Reggio Emilia.
Tutti gli appuntamenti si svolgeranno dalle 15 alle 18 presso la sede della Caritas – Via dell’Areonautica .