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A TESTA IN GIU' – Verso un’economia felice

22 maggio 2010
09:00a13:00

Nome dell’evento:: A testa in giù – Verso un’economia felice

tipo evento:: seminario

luogo:: Reggio Emilia, Sala Auditorium del Centro Simonazzi in via Turri 55/a.

sito web:: www.reggioterzomondo.org

Reggio
Terzo Mondo in collaborazione con Ravinala e Cibo per Tutti – Kuminda vi
invitano al seminario “A testa in giù – Verso un’economia felice”
Il seminario, rivolto alla cittadinanza e agli operatori delle associazioni e realtà operanti nell’ambito dell’economia solidale, sarà un occasione per riflettere, attraverso il contributo di esperti, sul tema di un’economia fondata sui principi di equità e giustizia.

Una prima parte teorica verterà sulle tematiche dello sviluppo e del commercio internazionale ed equo e solidale con il contributo di Monica di Sisto – Vice-presidente Fair, Emilio Novati – presidente di Altreconomia e Gianluca Borghi, relatore della nuova legge regionale sul commercio equo e solidale della Regione Emilia Romagna.

La seconda parte darà spazio alle esperienze concrete di economia solidale presenti nel territorio reggiano per riflettere insieme sulle prospettive future e sul ruolo di tali realtà come agenti di cambiamento verso un’economia di giustizia: parteciperanno Ravinala cooperativa sociale, GAS “Solidea” di Cavriago, Cooperativa Mag6, Cooperative La Quercia – La Collina.

Il seminario è promosso nell’ambito del progetto di Educazione
allo Sviluppo (AID 9243):
“Commercio Internazionale, dinamiche di sviluppo e Obbiettivi del Millennio”,
co-finanziato dal Ministero degli Affari Esteri.

Per il programma del seminario: www.reggioterzomondo.org

CONSIGLI PER INvestiRE

(di Michele Fantini)

Il vestito che stiamo indossando, un semplice capo di abbigliamento acquistato nel negozio di fiducia, diciamo la verità, chi di noi saprebbe raccontarne la storia?

Da dove proviene il tessuto, chi lo ha fatto, quali sono le condizioni lavorative nel paese d’origine, quale parte del prezzo d’acquisto è stata riconosciuta ai diversi soggetti che hanno partecipato alla produzione.

Sono quesiti che difficilmente trovano una risposta nel cartellino apposto dall’azienda produttrice sul capo in vendita nel negozio, questa infatti tenderà ad esaltarne determinate qualità estetiche e tecniche ma quelle intrinseche verranno omesse, guai però a chiederlo al negoziante ti prenderebbe per pazzo.

Di certo non c’è di che stare tranquilli quando ci giungono notizie dei salari da fame delle operaie che lavorano nelle fabbriche del Sud del Mondo o dei morti sul lavoro per mancanza di sistemi di sicurezza o dei licenziamenti degli attivisti dei sindacati che lottano per il riconoscimento dei loro diritti.

Se proviamo poi a consolarci con il Made in Italy le cose non vanno tanto meglio, come possiamo non pensare alla precarietà dei lavoratori delle piccole aziende sub-fornitrici dei grandi marchi, fino a poco tempo fa vanto del nostro sistema produttivo ora non più abbastanza produttivo, fino ai laboratori-lager dove i migranti cinesi sono costretti a lavorare anche 14 ore al giorno mangiando e dormendo accanto alla macchina da cucire.

Se vogliamo vestirci in maniera pulita qualche alternativa c’è. Grazie a chi ha capito che il settore tessile deve essere sostenibile per chi presta il proprio lavoro e così ci permette di soddisfare un bisogno primario senza dover rischiare di essere complici di sporchi meccanismi.

Da queste riflessioni nasce “INvestiRE”, un progetto di alleanza tra i Gruppi d’Acquisto Solidali reggiani, Ravinala centrale di importazione del commercio equo e solidale ed Equi(x)Eden una piccola manifattura che ha intrapreso un percorso di consapevolezza verso un tessile più sostenibile.

INvestiRE è una linea di abbigliamento solidale, i capi in produzione sono inizialmente un modello di camicia da donna e uno da uomo in puro cotone 100%, il colore è il bianco “ecru” poiché il cotone non è tinto e si presenta nel suo colore naturale.

Sfidando la grande industria e unendo le forze si è deciso di mettere in atto un sistema produttivo responsabile in particolare nella scelta di utilizzare tessuto proveniente dal progetto indiano del commercio equo Wheavers Wheel (la ruota dei tessitori) promosso da Alessandra L’Abate, tessitrice fiorentina abitante da diversi anni nel Sud dell’India, che ha costruito una vasta rete di produttori del cotone nei villaggi rurali che lavorano in modo tradizionale e utilizzano sistemi produttivi manuali condividendone rischi e benefici.

Sono contadini, cardatori, filatori e tessitori e fanno riferimento a Gandhigram, una piccola industria decentrata situata nello stato del Tamil Nadu che si ispira alla filosofia del Mahatma Gandhi: “Sarvodaya” ovvero “per il benessere di tutti”.

E’ un’organizzazione che offre opportunità di reddito a 2.000 artigiani e che opera per riconvertire il cotone verso un regime di agricoltura biologica.

Il tessuto utilizzato si chiama Khadi ed è considerato sacro secondo i principi gandhiani, esso racchiude in sé i valori della pace, del rispetto dell’ambiente, del rifiuto della dipendenza dalle importazioni a favore del lavoro manuale come fonte di auto-sostentamento per gli artigiani indiani.

E’ importato da Ravinala mentre, la manifattura Equi(x)Eden coordina gli artigiani reggiani che si occupano di confezionare le camicie: modellistica, taglio, confezionamento, asole, stiro e imbusto.

Una linea di abbigliamento solidale “made in Reggio Emilia” è un investimento dunque per garantire una sostenibilità ai lavoratori coinvolti nella produzione degli abiti, in India così come in Italia.

Partecipando dal basso è possibile cambiare le regole di un settore che ha un fortissimo impatto sull’ambiente e sull’uomo diventando co-produttori nei processi e nelle scelte.

La scelta di importare il tessuto dall’India e di confezionare i vestiti a Reggio Emilia risponde a una esigenza precisa: creare un circuito virtuoso che permetta di non disperdere la ricchezza prodotta rimettendola a disposizione della rete locale.

La Rete dei Gas reggiani ha accolto l’iniziativa partecipando come soggetto attivo in questa alleanza, il primo ordine verrà fatto entro la metà di marzo e le camicie saranno consegnate entro giugno.

E’ possibile sostenere questo progetto acquistando una o più camicie, il costo se si decide di prefinanziare al momento dell’ordine è di 40 euro per il modello donna e 42 euro per il modello uomo.

Anche il prezzo è esplicitato in maniera trasparente.

Le camicie sono esposte presso quattro Botteghe del Mondo a Reggio Emilia e provincia.

Per chi non fa parte di un Gas ma vuole comunque aderire al progetto può chiedere informazioni e l’elenco delle Bottheghe a: khadiemalka@ravinala.org


INAUGURAZIONE 'MAKI PUB SOLIDALE'

27 febbraio 2010
21:00

Nome dell’evento:: INAUGURAZIONE “MAKI PUB SOLIDALE”

descrizione breve: Inaugurazione del 1° Pub gestito da una coop.va sociale

tipo evento:: convegno

luogo:: Maki Pub – Via Boiardo, 4/4 Bagnolo in Piano (RE)

sito web:: www.coopgirasole.it

CONVEGNO: “CONSUMI RESPONSABILI”
Teatro Comunale di Bagnolo in Piano (RE)
ore 9.00
Saluto:
Alberto Grassi – Assessore Politiche Giovanili Comune di Bagnolo in Piano
Relatori:
Mario Cipressi – CEIS Reggio Emilia
Matteo Gandini – Caritas Reggiana
Fabio Pezzi – Ass. PRO.DI.GIO
Benedetto Vldesalici – SERT Reggio Emilia
Vincenzo Linarello – Consorzio GOEL
ore 12.00
INAUGURAZIONE MAKI PUB
Saluti:
Paola Casali – sindaco di Bagnolo in Piano (RE)
Romano Merlatti – Presidente Coop.va Sociale “Il Girasole”
Taglio del nastro:
Vasco Errani – Presidente Regione Emilia Romagna
Gianluca Chierici – Presidente Consiglio Prvinciale
Giovanni Teneggi – direttore Confcooperative
Gianni Borghi – Presidente Fondazione Pietro Manodori
Alberto Borchini – Direzione Nazionale Alleanza Toro Assicurazioni
ore 21.00
Concerto tributo a Fabrizio De Andrè
FABERNOSTER – Cover Band

A tutto GAS. Ecco come funzionano i Gruppi di Acquisto Solidale.

mondo(di Anna Notari)

Il 26 settembre presso la parrocchia di San Pellegrino si è svolto il primo convegno della Rete Reggiana di economia Solidale. Nella provincia di Reggio Emilia il numero di famiglie che ha cambiato il loro modo di consumare è impressionante: oltre  700.

Nati in Italia circa 15 anni fa  (fra i primi  il “Gac-Mag6” di Reggio Emilia) i GAS stanno crescendo esponenzialmente in tutta Italia, ed è difficile farne una fotografia. Dal 26 al 28 giugno in Sicilia c’è stato il loro nono convegno nazionale, e a Reggio Emilia da novembre 2008 si è costituita una Rete di Economia Solidale.

Ma cosa spinge tante famiglie ad abbandonare i comodi e luccicanti supermercati per recarsi di persona a visitare i produttori locali, scegliere i prodotti, fare riunioni per  confrontarsi e occuparsi della distribuzione?

Alla base dei GAS ci sono forti motivazioni ecologiche (i prodotti sono biologici, e vengono per lo più da produttori locali) e solidaristiche (si privilegiano i piccoli produttori).

Questi gruppi rispondono però anche a bisogni primari spesso trascurati: non solo acquistare, ma anche sapere cosa si acquista, avere una relazione di fiducia con il proprio produttore. Scopo dei Gas è infatti quello di eliminare i passaggi tra il produttore e il consumatore. Un rapporto diretto crea consapevolezza, socializzazione e, in tempi di crisi, permette di abbassare le spese eliminando costi di passaggio e di pubblicità. “Non bisogna demonizzare il costo del biologico” avverte  Michele Fantini, responsabile del Gac Mag6 “la qualità del prodotto va pagata il giusto prezzo, nei supermercati si paga più che altro la confezione”.

Per approfondimenti non resta che andare sul sito  http://groups.google.com/group/desreggioemilia.

Ogni GAS nasce in un contesto a sé: parrocchiale, amicale, geografico, associativistico. I gruppi sono composti in genere da 10 a 20 famiglie. Insieme esse visitano i produttori locali, decidono i prodotti da acquistare e le modalità con cui vengono distribuiti. Alcuni gruppi fanno ordinazioni tramite moduli on line, altri optano per la cassetta pronta a costo fisso, con frutta e verdura (ovviamente di stagione) in cui si possono fare solo piccole variazioni.

In genere ogni famiglia si incarica di mantenere i rapporti con un produttore a cui saranno fatti gli ordini secondo le necessità del gruppo. Tutto il materiale viene poi riunito in un luogo accessibile a tutti, spesso l’abitazione di una famiglia e distribuito secondo le singole ordinazioni in un giorno prefissato. Oltre al cibo, fresco e secco, si possono acquistare anche prodotti per l’igiene personale e della casa, nei gruppi più grandi anche capi di abbigliamento di aziende eticamente ed ecologicamente controllate che operano nelle vicinanze.

Come fare parte di un Gas a Reggio Emilia. Informazioni pratiche.

“Le G.I.A.R.E.” (Gruppo Insieme per Acquisti Responsabili di Reggio Emilia)  nasce come gruppo spontaneo e diventa associazione. Ha già vari sottogruppi, a  Rivalta, a Correggio, Quattro Castella e Scandiano, è nella politica di questo Gas, infatti,  non fare gruppi con più di 20 soci per favorire lo scambio reciproco. Per diventare soci si possono contattare Davide, Luciano all’indirizzo mail info@gaslegiare.org, mentre nel sito internet www.gaslegiare.org è possibile visionare statuto e regolamento.

Il Gas dei Grilli Reggiani nasce dall’associazione “Amici di Beppe Grillo” nel giugno 2008. In questo Gas le ordinazioni si fanno ogni martedì tramite un modulo on line,  e il sabato si  ritira la merce, portata dal capogruppo di turno in luogo comodo a tutti. Conta circa 40 famiglie coinvolte. Per aderire o chiedere informazioni si può contattare Rosella scrivendo a gas@grillireggiani.it

La “Cesta di Artemide” è il Gas di Reggiolo. “Fondato e composto da un gruppo di amici che crede ancora che unendosi si possano cambiare le cose”. Per “usare la cesta” bisogna mandare l’ordine entro la domenica, il giovedì ritirare puntuali dalle 19 alle 19.30 la propria, portare spiccioli per non avere problemi di resto, ricordandosi che  
“non siamo un negozio ma un’azione volontaria intesa a diffondere un corretto concetto di consumo critico” . La referente del Gas è Elena che risponde a cestadiartemide@gmail.com

GAC-Mag6, è il primo Gas a Reggio e uno dei primi in Italia. E’ anche uno dei più grandi, conta circa 100 famiglie che puntualmente si servono presso la sede in via Vittorangeli. Diventando soci si può acquistare cibo fresco (ogni settimana si distribuiscono le cassette di verdura ordinate, piccole a 8.50 euro, grandi a 12 euro) e secco. Una associata fa il pane per tutti, c’è anche l’ abbigliamento e  prodotti per la casa e  l’igiene personale. Il  referente è  Pietro e  risponde a  regac@lillinet.org

A Rio Saliceto il Gas nasce dal Circolo Arci “L’Albero Sacro” da cui prende il nome. Nel sito www.alberosacro.org/coseungruppodiacquisto.htm si possono vedere i prodotti scelti dal gruppo e anche i produttori presso i quali il gruppo si rifornisce. Ogni cassetta di frutta e verdura costa 20 euro, gli ordini si fanno il martedì sera e si ritirano ogni giovedì pomeriggio presso la sede del circolo. Il referente per questo gruppo è Fabrizio che risponde all’indirizzo email alberosacro@libero.it

Il G.A.S. Solidea di Cavriago è nato a ottobre del 2006, dopo una consultazione condivisa per scegliere  i prodotti, tra cui troviamo anche il pesce dell’alta Val Secchia . Delle 4 famiglie iniziali a inizio 2008 sono passate già  a 16. Il referente è  Cristian Manfredini che è anche il coordinatore della Rete Economia Solidale Reggiana si scrive a lui crismanf@yahoo.it

Appena nato, “Para todos” è  il Gruppo d’ Acquisto Solidale di Castelnovo di Sotto. Come recita il loro sito gas.net63.net da settembre inizieranno con i primi ordini e invitano chiunque fosse spinto dalla voglia di unirsi presso Claudio e Mara Balestrazzi, via Claudia, Castelnovo di Sotto (RE) contattandoli all’indirizzo  laquiete.re@alice.it