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Obiettivo 2010: progettiamo insieme una cultura consapevole

8 febbraio 2010
21:00

Descrizione breve: tavola rotonda per unire le associazioni della città verso la costruzione di un gruppo che progetti dal basso l’offerta culturale della città in piena democrazia e meritocrazia.

tipo evento:: incontro

luogo:: REGGIO EMILIA, a Gabella, Via Roma 68

sito web:: www.quintaparete.org

Obiettivo 2010: progettiamo insieme una cultura consapevole
Salve,
siamo l’associazione culturale Quinta Parete (www.quintaparete.org) di Reggio Emilia e stiamo costruendo un indirizzario di associazioni culturali,compagnie teatrali e artisti singoli che operano con etica nel settore culturale ma trasversalmente anche ambientale e sociale.
Come associazione ci stiamo facendo promotori di una tavola rotonda che
avrà la sua prima seduta lunedì 8 febbraio ore 21:00 a Reggio Emilia
presso la Gabella (Via Roma 68 e 76 Reggio Emilia) come primo passo per
unire le associazioni della città verso la costruzione di un gruppo che progetti dal basso l’offerta culturale della città in piena democrazia e meritocrazia.
L’idea in contemporanea è di creare una rete fra la stessa tipologia di associazioni, artisti singoli e compagnie anche su scala nazionale per confrontarci, imparare gli uni dagli altri, scambiarci informazioni, conoscenze, e idee.
Crediamo che oggi rimanere in contatto sia molto più semplice e ci permetterebbe di divenire un’unica forza, fatta sì, di tante esigenze, ma anche di tante teste ed esperienze, che insieme potranno sicuramente vincere molte
di quelle battaglie che ad oggi ognuno combatte da solo e spesso in competizione con i suoi compagni di sventura.
Sono tante le campagne che le varie associazioni portano avanti con un lavoro di qualità e un’etica sana, e crediamo nell’importanza dell’iniziativa individuale ma ci siamo resi conto che molte battaglie sono simili e frammentarie e se solo si riuscisse a costruire un legame strutturato e organizzato, il
mondo associativo sano, onesto ed etico avrebbe la forza di risanare dal
basso le colonne della nostra società che si stanno deteriorando a spese di
tutti noi.
Perché preferiamo non arrenderci concludendo che l’unico modo affinché il
nostro mondo cambi sia farle crollare con ciò che ne consegue.
Questa premessa è importante perché essere organizzati, condividere progetti, discutere è FATICOSO, e fare da soli spesso è più sbrigativo ma siamo certi sia la soluzione più produttiva?
Se la pensi come noi o vuoi condividere il tuo pensiero diverso, ti aspettiamo l’8 febbraio alla Gabella alle 21:00.
Chiediamo la tua collaborazione per segnalarci nomi e gruppi che conosci e che potrebbero essere interessati a partecipare.
Ti chiediamo anche di confermare la tua presenza se desideri partecipare.

Ti ringraziamo,(Associazione Quinta Parete)
per info 3491470759

Per adesione è sufficiente inviare una mail di conferma a amministrazione@quintaparete.org

Altracittà. Un giornale di parte.

(di Daria Merlo)

L’Altracittà è un laboratorio di giornalismo partecipativo. Nato nel 1995 come foglio di quartiere all’interno delle Piagge, alla periferia ovest di Firenze, oggi rappresenta un consolidato punto di vista eccentrico sulle dinamiche sociali, politiche, economiche, ambientali e partecipative del territorio.

La redazione è aperta a tutti e a tutte coloro che hanno il desiderio di costruire un giornalismo diverso, fuori dai tradizionali interessi politici ed economici, e quindi più libero di scegliere le notizie e come trattarle.

Uno degli obiettivi del giornale è quello di contribuire ad un confronto concreto tra cittadini e istituzioni, vero spartiacque della democrazia. L’assenza di informazione, la scarsa conoscenza dei propri diritti, la mancanza di punti di riferimento culturali, la crescita di strumenti di disinformazione, creano infatti esclusione ed emarginazione sociale, contribuiscono al mantenimento di una massa di sudditi e non all’emancipazione di cittadini consapevoli, capaci di praticare i propri diritti nel rispetto degli altri.

E’ interessante il primo editoriale del giornale, pubblicato l’1 marzo 1996, una sorta di manifesto intitolato Un giornale di parte:

[…] Non si può più stare sul filo e vivere di equilibrismi, c’è bisogno di fare delle scelte e noi saremo dalla parte di chi sente il peso di questa indifferenza e di questa neutralità che appiattisce il pensiero, vive solo di compromesso e addormenta la gente. Quella stessa gente che finisce per rassegnarsi di fronte ad un sistema che la schiaccia ma che è costretta ad accettare non vedendo alternative. Sarà un giornale dalla parte di chi ancora non si è lasciato vincere dal senso di impotenza e sente il bisogno di riappropriarsi della propria dignità di uomo e cittadino.

Racconteremo “l’altracittà”, la città “altra” da quella che ci hanno fatto credere e vedere, racconteremo quello che siamo e quello che stiamo facendo per riscattarci da questo “marchio” infame di degradati ed emarginati, non avremo paura a denunciare ciò che non va e ciò che non è stato fatto, proponendo sempre un’alternativa dove i protagonisti e gli attori principali diventano finalmente i cittadini.

Vorremo cercare di rompere l’isolamento, quello in cui ci hanno messo e quello in cui rischiamo di cadere nelle nostre scelte quotidiane, vorremmo rompere questa logica perversa che rischia di legittimare l’ordine esistente, senza cercare soluzioni alternative di partecipazione e di coinvolgimento.

Diventeremo pungolo e stimolo per chi ci amministra e gli ricorderemo che la politica dell’assistenzialismo è finita, che chi vive la periferia ha delle idee e delle proposte e non sarà più disposta ad accettare una politica che non parte dal basso e dal vissuto delle persone.

L’Altracittà è scritto da persone “dilettanti del giornalismo” che via via affineranno il loro linguaggio e il loro stile, ma che sono già pieni di grinta e di idee. L’Altracittà è una redazione aperta che ti invita a partecipare: accetta e sostieni anche tu la sfida di riscatto e di liberazione da questo appiattimento culturale che rischia di frammentarci e isolarci sempre più.

Partecipa a questo bisogno di comunicare, di sentirsi parte viva della società e fa che ci vengano riconosciuti quei diritti di cittadinanza senza i quali non può esistere legame solidale, né identità, né appartenenza.

http://www.altracitta.org/